A
chi ci rivolgiamo
Associazionismo
e volontariato
Associazioni, gruppi di volontari, ONG, gruppi informali che abbiano un
progetto di lavoro comune possono giovarsi di un facilitatore
utilizzando la sua presenza per costruire uno stile di collaborazione
eco-comunicativo e calibrato sui bisogni di ciascuno.
Profit
La facilitazione in azienda aiuta singoli o gruppi a costruire un percorso
ad hoc per il proprio processo di autosviluppo sul lavoro,
in termini di comportamenti, motivazioni e modalità relazionali,
contribuendo a far chiarezza su vision e definizione
degli obiettivi e integrandosi con i programmi formativi aziendali.
Strategie e performances vengono
concretamente ottimizzate grazie a:
› aumento della disponibilità al cambiamento organizzativo;
› innalzamento della propensione al rischio;
› sviluppo e conservazione dei key talents;
› miglioramento della creatività, del decision making e delle
relazioni nell’organizzazione;
› maggior autonomia, assunzione di responsabilità, delega,
spirito imprenditoriale;
› creazione di valori condivisi.
Scuola
In un ambiente esplicitamente dedicato alla didattica e alla formazione,
la facilitazione si offre come opportunità di educazione
nel senso latino del termine, e-ducere, ‘far
uscire’: accompagnare, cioè, verso una più
chiara consapevolezza di qualcosa che è già parte del proprio
bagaglio di conoscenze ed esperienze.
Il facilitatore interviene sugli aspetti comportamentali e relazionali,
anziché preoccuparsi di quelli cognitivi. Utilizzando giochi,
simulazioni e rappresentazioni, offre a insegnanti ed educatori
la possibilità di autoformarsi e dedurre il loro
apprendimento da esperienze che si radicano nel vissuto.
Crescita personale
Un equilibrio dinamico da raggiungere e conservare tra
famiglia e vita sociale, lavoro e tempo libero, aspirazioni e oggettività
dei propri limiti: per tutti la vita è una continua ricerca, in cui
l'espressione e il confronto con altri
può aiutare a rendere espliciti e sciogliere nodi su cui in genere
ci si avvita.
Il facilitatore guida a rappresentare e osservare la propria storia
in chiave archetipica.
Strade e soluzioni appaiono così più chiaramente, spesso accettando
di pensare o muoversi diversamente rispetto a quanto si fa d’abitudine.